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Messa alla prova e lavori di pubblica utilità

COSA E'

MESSA ALLA PROVA

Il D.lgs. 150/2022, noto come riforma Cartabia, estende a molti reati, rispetto al passato, la possibilità di beneficiare della cd. messa alla prova.

Fra le molte novità introdotte dalla cd. riforma Cartabia si annovera l’estensione del potere di richiedere l’accesso alla messa alla prova.

Infatti il nuovo art. 168 bis c.p. prevede che la messa alla prova possa essere richiesta non solo per i reati puniti entro il massimo edittale di quattro anni di pena detentiva (termine immutato) ma anche “per i delitti indicati dal comma 2 dell’art. 550 c.p.”, anch’esso interessato dalla novella legislativa.

Inoltre, già nella fase delle indagini viene esteso, ai sensi dell’art. 464 ter 1 c.p.p., al Pubblico Ministero la possibilità di  proporre alla persona sottoposta ad indagini la sospensione del procedimento con messa alla prova, indicando la durata e i contenuti essenziali del programma trattamentale entro il termine di venti giorni; la persona sottoposta ad indagini può aderire alla proposta con dichiarazione resa personalmente o a mezzo di procuratore speciale, depositata presso la segreteria del pubblico ministero”.

Nel corso del dibattimento, ai sensi dell’art. 464 bis c.p.p. la richiesta può essere formulata personalmente o a mezzo di procuratore speciale fino alla dichiarazione di apertura del dibattimento o, nel procedimento a citazione diretta, fino alla conclusione dell’udienza predibattimentale ex art. 554 bis c.p.p.

Una volta che il Tribunale ritenga di ammettere l’imputato alla messa alla prova incarica l’UEPE di elaborare un idoneo programma di trattamento e, ricevuto quest’ultimo, sospende il processo per il tempo ritenuto necessario e congruo per lo svolgimento della messa alla prova richiedendo all’UEPE di far pervenire una relazione conclusiva una volta terminata la messa alla prova.

Laddove la relazione abbia un contenuto positivo il Tribunale potrà dichiarare estinto il reato, mentre in caso di esito negativo o, laddove vi sia impossibilità imputabile all’imputato di procedere allo svolgimento della messa alla prova, il Giudice potrà disporre, con ordinanza, la revoca della messa alla prova ed in tal caso il processo riprenderà il suo corso.

La messa alla prova, inoltre, può essere prorogata una sola volta e, in caso di revoca essa non potrà più essere riproposta.

LAVORI DI PUBBLICA UTILITA’

Per i reati previsti dal Codice della Strada (guida in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti), è previsto che la pena detentiva e pecuniaria possa essere sostituita con lavori di pubblica utilità. Essi sono realizzati presso Enti locali o associazioni che hanno sottoscritto una convenzione con il Tribunale di Milano. Gli enti ed associazioni mettono a disposizione un numero variabile di posti disponibili che sono regolarmente utilizzati a questo scopo.

I lavori di pubblica utilità possono consistere nella prestazione di opera materiale o intellettuale, quali, ad esempio, i servizi di manutenzione del verde, o di assistenza alla persona, o di collaborazione alle attività degli enti che operano nel sociale; unico onere a carico dell’ente convenzionato è la copertura assicurativa INAIL, per gli enti locali, o volontaria per gli altri enti.

La sanzione viene disposta dal giudice su richiesta dell’imputato, con la sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell’art 444 del codice di procedura penale (patteggiamento). Con la sentenza di condanna il giudice individua il tipo di attività, nonché l’ente o l’amministrazione presso la quale deve essere svolto il lavoro di pubblica utilità. La prestazione di lavoro non retribuita ha una durata corrispondente alla sanzione detentiva irrogata (la durata della pena detentiva irrogata e corrispondente a un giorno, inteso come due ore, di lavoro di pubblica utilità, che corrisponde anche a 250 euro di pena pecuniaria).

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Artt. 168 bis c.p. e 464 bis c.p.p. e ss. per messa alla prova 

Art. 73 comma 5-bis del d.p.r. 309/1990 e articoli 186 comma 9-bis e 187 comma 8-bis del d.lgs.285/1992 per lavori di pubblica utilità


CHI PUO' RICHIEDERLO

L'interessato con l'assistenza di un difensore munito di procura.


ASSISTENZA DI UN DIFENSORE

 L'assistenza di un difensore e' indispensabile.


COME SI RICHIEDE

La domanda deve essere presentata presso l'ente convenzionato

Elenco convenzioni

31.01.24  Elenco contatti LPU e MAP

Protocollo d'Intesa direttissime Comune di Milano-Tribunale di Milano - 3 luglio 2018

Convenzioni/Protocolli LPU/MAP nazionali - link al sito del Ministero della Giustizia


ENTI CHE VOGLIONO CONVENZIONARSI

Per gli Enti che intendano convenzionarsi con il Tribunale di Milano per i Lavori di Pubblica Utilità:

BANDO APERTO L.P.U.

Modulo dichiarazione sostitutiva di certificazioni

Dichiarazione di disponibilita' per lo svolgimento di lavoro di pubblica utilita'

Dati di contatto dello UEPE-Continua

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