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Protezione internazionale e Immigrazione

COS'È

 

La protezione internazionale include lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria. Puo presentare richiesta per il riconoscimento dello status di rifugiato, il cittadino straniero il quale, per il timore fondato di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalita, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o opinione politica, si trova fuori dal territorio del Paese di cui ha la cittadinanza e non puo o, a causa di tale timore, non vuole avvalersi della protezione di tale Paese, oppure apolide che si trova fuori dal territorio nel quale aveva precedentemente la dimora abituale per le stesse ragioni succitate e non puo o, a causa di siffatto timore, non vuole farvi ritorno. Puo presentare richiesta per il riconoscimento della protezione sussidiaria, il cittadino straniero che non possiede i requisiti per essere riconosciuto come rifugiato ma nei cui confronti sussistono fondati motivi di ritenere che, se ritornasse nel Paese di origine, o, nel caso di un apolide, se ritornasse nel Paese nel quale aveva precedentemente la dimora abituale, correrebbe un rischio effettivo di subire un grave danno e il quale non puo o, a causa di tale rischio, non vuole avvalersi della protezione di detto Paese. La domanda si propone alla Commissione Territoriale competente. Avverso il diniego emesso dall’organo amministrativo e ammessa impugnazione davanti al Tribunale del capoluogo del distretto di corte di appello in cui ha sede la Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale che ha pronunciato il provvedimento impugnato.

NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Legge 13 aprile 2017 n. 46 (G.U. n. 90 del 18/4/2017), che ha convertito il decreto Legge 17 febbraio 2017 n. 13

CHI PUO'RICHIEDERLO

Autorità competente per territorio

Contro il provvedimento della Commissione territoriale (o della Commissione nazionale per il diritto di asilo) che, all’esito del procedimento amministrativo, ha totalmente respinto la domanda di protezione o ha riconosciuto allo straniero un tipo di protezione minore rispetto a quanto richiesto,  il richiedente protezione  può proporre ricorso alla Sezione specializzata del Tribunale del capoluogo del distretto di corte d’appello in cui ha sede la commissione territoriale (o la sua sezione) (art. 4 co. 2 L. 46/2017).

Se, invece, il ricorrente, al momento di adire il giudice, si trova ospitato in una struttura di accoglienza governativa, in una struttura del sistema di protezione degli enti locali, o è trattenuto in un centro di permanenza per i rimpatri, la competenza per territorio è attribuita alla Sezione specializzata del Tribunale distrettuale del luogo in cui ha sede la struttura o il centro presso cui si trova il ricorrente, a prescindere dalla sede dell’autorità amministrativa che ha emanato il provvedimento sulla protezione.

Il ricorso

Il ricorso deve necessariamente essere sottoscritto da un difensore munito di valida procura alle liti (art. 16 co.2 D.Lvo 25/2008) - rilasciata al difensore prima della costituzione del ricorrente -.

Il ricorso va proposto, a pena di inammissibilità, entro trenta giorni dalla notificazione del provvedimento (60 giorni, se il richiedente asilo risiede all’estero). Il termine per proporre il ricorso è invece di quindici giorni nei casi dell’art. 28 bis co. 2 (ad es. domanda reiterata o manifestamente inammissibile), e quando nei confronti del ricorrente è stato adottato un provvedimento di trattenimento ex art. 6 D.Lvo 142/2015.

Per effetto del deposito del ricorso l’efficacia del provvedimento che ha respinto la domanda di protezione internazionale o che ha dichiarato la revoca o la cessazione dello status è sospesa automaticamente, ad eccezione dei casi tassativi previsti alle lett. a), b), c), d) del comma 3 dell’art. 35 bis cit..

Il procedimento è trattato, dal Collegio, in camera di consiglio, in via di urgenza e senza sospensione dei termini processuali nel periodo feriale (art. 35 bis co. 9, 14 e 15).

POSSIBILITÀ DI IMPUGNAZIONE

SI

NOTA BENE

Sono state inserite nell’anagrafica del Sicid le Sezioni I e II della Commissione territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Milano, con una specifica partita iva. Per una corretta associazione della parte convenuta al fascicolo, si invitano gli avvocati ad indicare, nella prima facciata del ricorso ex art. 35 D.lgs. 25/2008, l’esatta denominazione della Commissione, completa della Sezione, ed a compilare conseguentemente il format del deposito telematico.

Le istanze di sospensiva ex art. 35 bis co. 13 D.lgs. 35/2008, a seguito di ricorso in Cassazione, devono essere depositate sul procedimento principale (ricorso ex art. 35) definito con rigetto. La cancelleria aprirà un sub-procedimento. E’ dovuto il c.u. di 98 € e la marca da 27 € .

Ricorsi in riassunzione dei procedimenti ex art. 35 D. Lgs.vo n. 25/2008

Si segnala che i ricorsi in riassunzione dei procedimenti ex art. 35 D. Lgs.vo n. 25/2008, a seguito di rinvio dalla Cassazione, vanno depositati telematicamente in SICID contenzioso civile con le modalità dell’iscrizione a ruolo (avranno un nuovo specifico numero di R.G.).Tali ricorsi scontano il previsto Contributo Unificato di € 98,00 e le anticipazioni forfettarie di € 27,00. ​Si evidenzia che per tali ricorsi non è prevista in nessun caso la forma dell'atto di citazione.

ASSISTENZA DI UN DIFENSORE

L'assistenza di un difensore e' obbligatoria.

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